Generi vari, Seelhoe, Sherazade

Intervista con Roberto Fabris

E dopo Paolo Motta, è la volta di un altro membro della Coop Autori Fantastici, Roberto Fabris, che racconta un po’ di se stesso e un po’ del suo rapporto, tra passione e lavoro, con i fumetti.

1. Come è nato in te l’interesse per i fumetti innanzitutto come lettore e poi come autore?

Sono sempre stato, e lo sono tutt’ora, un lettore vorace. Ho cominciato leggendo il Corriere dei piccoli, Batman della Mondadori e Topolino. Sul primo ho conosciuto la BD, sul secondo il mondo dei supereroi, generi che colleziono tuttora con passione (a casa ho un numero incalcolabile di fumetti che non so più dove mettere!). Da questi primi amori è scattata la molla per cominciare a disegnare fumetti, all’inizio imbarazzanti scarabocchi a biro su fogli di quaderno, con storie spaventosamente naïf (d’altronde avevo appena 13 anni) che tuttavia conservo ancora gelosamente. Alle superiori sono passato a tecniche più serie (china e carboncino), sempre però da autodidatta. Di recente, dopo uno stop di diversi anni, ho ripreso a disegnare con la tavola grafica, velocizzando di molto i tempi di realizzazione.

2. Come sei entrato in contatto con la Cooperativa e come mai hai voluto farne parte?

In maniera assolutamente fortuita, nel 2017 ho conosciuto su Facebook Paolo Motta, che si è interessato alle storie che pubblicavo on line. Paolo mi suggerì di proporle a Massimo  Vertua, che all’epoca stava cercando autori inediti per  una nuova rivista a fumetti di genere fantastico, Ailus Fumetto, di cui uscì un solo numero, prima che Casa Ailus terminasse la propria attività di editrice. Massimo allora propose un progetto di autoproduzione in cui fu coinvolta la Cooperativa Autori Fantastici, di cui peraltro facevano già parte molti degli autori pubblicati su Ailus Fumetto. La progettazione della nuova rivista è avvenuta con il contributo di tutti, dal nome, al formato agli editoriali. È nata così Sherazademille e una storia a fumetti, giunta finora al n. 4.

3. Chi sono i tuoi maestri nel settore fumetti e fantastico e i tuoi must come opere?

Sono completamente autodidatta. Per il disegno mi sono ispirato soprattutto a Moebius, Manara, Caza, Magnus. Per il tipo di storie innanzitutto a Tolkien per il fantasy e ad Asimov per la fantascienza. Tra le opere narrative adoro Il signore degli Anelli e il Silmarillion, quindi il ciclo di Fondazione di Asimov e il i romanzi di Mary Stewart ispirati al ciclo bretone. Fra i fumetti Il ritorno del cavaliere oscuro di Miller, Watchmen, la serie Bernard Prince di Hermann e Greg. Nel cinema ovviamente Star Wars.

4. Quali sono stati gli eventi e i momenti più importanti del tuo passato e presente nel mondo dei fumetti?

Non ho grandi esperienze da raccontare, avendo ripreso a fare fumetti in maniera continuativa solo da alcuni anni. Ricordo però con piacere l’emozione provata quando sono stato inserito nel gruppo di autori per l’esordio di Ailus Fumetto (non ci ho dormito una notte!) e le partecipazioni a Lucca Comics come autore col gruppo Sherazade. Una grande soddisfazione è stata anche la pubblicazione su Lanciostory di un racconto breve disegnato su sceneggiatura di Marcello Bondi.

5. Cosa pensi della situazione oggi del fumetto in Italia e magari anche all’estero, in base alle tue esperienze?

Per quel poco che ne so, mi sembra che purtroppo il fumetto sia un media, se non agonizzante, sicuramente sempre più di nicchia. I disegnatori di fumetti sono sempre di più e, a mio parere, sempre più bravi. Per contro la platea di lettori non occasionali è sempre più ristretta e il mercato sempre più asfittico. A parte le poche note, grosse, case editrici, il settore, in particolare quello indipendente, arranca. Credo che il fenomeno riguardi un po’ tutto il campo editoriale. I lettori, anche di libri, sono sempre meno e sempre più vecchi. E da quello che so all’estero la situazione non è diversa, anche in paesi in cui il fumetto andava forte negli anni passati, come la Francia e gli Stati Uniti.

6. I tuoi prossimi progetti in ambito fumettistico?

Su questo punto resto molto cauto. Disegnare richiede molto tempo e fra impegni di lavoro e di famiglia non me ne rimane molto. Negli ultimi anni ho ripreso e sto sviluppando un progetto nato ai tempi dell’università, una serie fantasy-fantascientifica (Le saghe di Seelhoë), attualmente in corso di pubblicazione su Sherazade, e che vorrei raccogliere prima o poi in volume. Continuo inoltre a disegnare racconti brevi su testi dello sceneggiatore Marcello Bondi. Ho infine realizzato su  commissione una pin up di Alexiel, la protagonista del fumetto dark fantasy The Darkwinged, creato dagli amici Santo Davide Rubino e Gabe Crepaldi e autoprodotto da Med Faktory, e mi piacerebbe proseguire questa collaborazione. Che il dio della velocità mi assista!

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